
Il dottor Nuvola si affacciò a quella nuova finestra che aveva aperto (controvoglia) sul web: quel facebook di cui tutti parlavano e che sembrava non si potesse fare a meno di praticare. Si affacciò per digitare un nome e cercare una persona. Il fatto è questo: il dottor Nuvola non era un dottore come gli altri. Lui curava lo spirito e non il corpo come tanti suoi colleghi. E per fare ciò il dottor Nuvola si faceva aiutare dai colleghi Formaggino, da Cocci Nella e da altri amici. Insieme erano un gruppo forte e svolgevano un ottimo lavoro. Un lavoro con il naso rosso e con il cuore aperto, era quello che faceva Nuvola. E lo faceva bene. Anche se durante una riunione era stato definito “antiquato e snob” da alcuni ragazzi più giovani, lui era un sempre giovane nell’anima e poi in fondo aveva solo 37 anni, perbacco! Spesso si chiedeva (non tutti i giorni ma almeno un paio di volte alla settimana si) “E se morissi stasera sarei contento?” da 5 o 6 anni la risposta era “Si, per avere 37 anni quello che volevo fare l’ho fatto e non ho rimpianti, certo se mi concedono ancora trenta o quaranta anni potrò fare molto di più, ma per averne vissuti 37 sono contento, più di così il mio fisico non mi ha consentito di fare, io ho varie malattie che mi accompagnano dalla nascita e l’esorcizzarle ha reso possibile il mio lavoro, di questo ne ho una certezza e se tornassi indietro e potessi scegliere riprenderei tutte le mie malattie che mi hanno procurato tanta sofferenza ma anche tanta gioia (il rovescio della medaglia)”. Ma il dottor Nuvola cercava sempre di migliorarsi e di scoprire nuovi modi per aiutare gli altri. E così era arrivato ad un libro che parlava di morte [non sempre le persone riescono a pronunciare la parola morte, scriverla poi è ancora più difficile, una volta una persona mi ha detto che voleva prepararsi alla morte come se fosse un esame e gli esami si superano studiando], e anche di dolore. Ed era proprio il nome dell’autrice, quello che il dottor Nuvola digitò quel giorno. Voleva mettersi in contatto con lei, forse parlare insieme e confrontarsi sul dolore e sul modo di vivere? Sorprendentemente il nome fornì un risultato e pochi minuti dopo (potenza della rete!) erano già in contatto. In questo modo Nuvola e Morena si sono conosciuti, o meglio incontrati, poiché nella rete non ci si conosce ma ci si incontra, conoscersi significa stringere una mano, vedere un sorriso o abbracciare una persona, ma oggi siamo pesci e viviamo nella rete per cui ci incontriamo, il problema della rete è proprio la rete stessa che accomuna ma stringe, lei riunisce tutti ma in realtà non siamo poi così stretti col cuore, solo coi corpi, ma meglio di niente è. Come Pinocchio nella rete del pescatore Verde che gli chiede come preferisce essere cucinato e Pinocchio risponde che preferirebbe essere lasciato libero, il pescatore Verde dice allora che questo non lo potrà fare ma, visto l’intelligenza di questo strano “Pesce Burattino”, e davanti alla sua indecisione sentenzia. “Allora vorrà dire che ti friggerò in padella insieme a tutti gli altri pesci, e te ne troverai contento. L’essere fritto in compagnia è sempre una consolazione”. E visto che in questa vita tutti siamo fritti in compagnia proviamo a trovare quella “Consolazione” con la C maiuscola, quella a cui tutti anelano, la Consolazione. Se solo riflettessimo un poco capiremmo che la Consolazione la si può trovare solo dentro di noi, dentro le nostre vite frenetiche, che corrono all’impazzata, che non si soffermano mai su niente, che hanno sempre fretta, fretta di fare cosa poi a nessuno è dato saperlo ma dobbiamo correre, correre, correre e alla fine ci accorgiamo che siamo corsi in braccio alla morte senza aver fatto niente di quello che volevamo, per qualcuno è così, ma per altri no, altri si soffermano, pensano, “sprecano” il loro tempo a parlare con gli altri, ecco Morena e Nuvola fanno parte di queste persone strane, persone che si chiudono in casa davanti a una tastiera e tirano fuori roba sulla morte, sulla vita (che poi sono la stessa cosa beninteso), e sul rapporto tra le persone, o almeno cercano di farlo, magari neanche ci riescono ma ci provano e da questa voglia è nato uno scambio di mail (che a noi però piace ancora chiamare lettere, magari lettere elettroniche ma sempre di lettere si tratta). A questo punto ci sarà chi si chiede la differenza tra una lettera e una mail, bene è la stessa che passa tra “conoscersi” e “incontrarsi” e a loro piace di più il “conoscersi”. In queste lettere moderne si parla di storie antiche, di credenze o semplicemente di vita personale e questo nasce dal fatto che Morena un giorno incontra un grande dolore e cerca di reagire, a centinaia di chilometri di distanza anche Nuvola incontra diversi dolori ma siccome sono più piccoli semplicemente per fare pari ne incontra molti di più, diciamo con un breve motto di spirito che alla vita di Morena piace soffrire tutto insieme, per togliersi il pensiero, mentre la vita di Nuvola soffre in “comode rate mensili”. A questo punto Nuvola e Morena decidono di rendere pubbliche le loro riflessioni sperando che possano aiutare qualcuno, in modo da trovare la loro personalissima “Consolazione” e così il grande pescatore verde della vita sorride e aspetta che noi scegliamo il modo in cui vogliamo essere cucinati, e a noi il modo migliore non sembrava quello di esser fritti in compagnia ma piuttosto “l’esser cotti nel tegame colla salsa di pomidoro”, potremmo concludere, prima di lasciarvi alle vostre riflessioni, che almeno così “C’è più sugo...”.