martedì, 13 ottobre 2009


Questa è la copertina dell'opuscolo sul lutto, realizzato da Adriana Di Salvo, psicologa e psicoterapeuta molto attenta alle problematiche del lutto, che da anni si occupa di assistenza alle persone che hanno subito un dolore legato alla morte di un congiunto, da Leo Dottori, responsabile dei gruppi A.M.A. di Bologna e da Morena Fanti (moi) scrittrice e autrice del libro Orfana di mia figlia (Il pozzo di giacobbe, 2007).

Chi, al di fuori del territorio bolognese, fosse interessato a ricevere l'opuscolo può ordinarlo, facendo una piccola offerta all'opera di padre Marella, per le spese di spedizione,  sul C/C Postale 835405 speficando nella causale " contributo  Spedizione n. 1 opuscolo sul lutto ". Si può inviare copia del versamento al  FAX n.° 051 625 5174 -

L'opuscolo è stato presentato ieri a Imola, in conferenza stampa per il comprensorio imolese e verrà presentato il 27 ottobre 2009, ore 21, al Centro Civico di Osteria Grande (BO)

* Le immagini dell'opuscolo sono realizzate da Pietro Grandi, bravissimo disegnatore imolese.

 
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venerdì, 24 luglio 2009

 

Il resto lo trovate qui.

Sarà in un luogo stupendo e molto suggestivo, come intuisco dalle foto nella brochure di presentazione che vedete sopra, che avverrà la cerimonia di premiazione il 1 agosto. Chi sarà in zona e vorrà intervenire sarà benvenuto.

Sono molto felice di recarmi a Prata di Principato Ultra: la Campania è la mia regione del cuore, come ben sa chi mi conosce, perciò alla gioia del premio si unisce la gioia di recarmi nella mia regione preferita.

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martedì, 24 marzo 2009

Biblioteca comunale “Casa Bondi”

GIOVEDI 26 MARZO, ORE 21.00

Rinascita alla vita dopo il dolore

Presentazione del volume
Orfana di mia figlia
di Morena Fanti

Interviene, insieme all’autrice, Adriana Di Salvo - Psicoterapeuta

Coordina: Morena Fanti

Biblioteca comunale “Casa Bondi” - via XXI Ottobre 7/2 – tel. 051/788025 – biblio@comune.castenaso.bo.it - www.comune.castenaso.bo.it

 

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martedì, 10 marzo 2009

mano-naso-rosso

Il dottor Nuvola si affacciò a quella nuova finestra che aveva aperto (controvoglia) sul web: quel facebook di cui tutti parlavano e che sembrava non si potesse fare a meno di praticare. Si affacciò per digitare un nome e cercare una persona. Il fatto è questo: il dottor Nuvola non era un dottore come gli altri. Lui curava lo spirito e non il corpo come tanti suoi colleghi. E per fare ciò il dottor Nuvola si faceva aiutare dai colleghi Formaggino, da Cocci Nella e da altri amici. Insieme erano un gruppo forte e svolgevano un ottimo lavoro. Un lavoro con il naso rosso e con il cuore aperto, era quello che faceva Nuvola. E lo faceva bene. Anche se durante una riunione era stato definito “antiquato e snob” da alcuni ragazzi più giovani, lui era un sempre giovane nell’anima e poi in fondo aveva solo 37 anni, perbacco! Spesso si chiedeva (non tutti i giorni ma almeno un paio di volte alla settimana si) “E se morissi stasera sarei contento?” da 5 o 6 anni la risposta era “Si, per avere 37 anni quello che volevo fare l’ho fatto e non ho rimpianti, certo se mi concedono ancora trenta o quaranta anni potrò fare molto di più, ma per averne vissuti 37 sono contento, più di così il mio fisico non mi ha consentito di fare, io ho varie malattie che mi accompagnano dalla nascita e l’esorcizzarle ha reso possibile il mio lavoro, di questo ne ho una certezza e se tornassi indietro e potessi scegliere riprenderei tutte le mie malattie che mi hanno procurato tanta sofferenza ma anche tanta gioia (il rovescio della medaglia)”. Ma il dottor Nuvola cercava sempre di migliorarsi e di scoprire nuovi modi per aiutare gli altri. E così era arrivato ad un libro che parlava di morte [non sempre le persone riescono a pronunciare la parola morte, scriverla poi è ancora più difficile, una volta una persona mi ha detto che voleva prepararsi alla morte come se fosse un esame e gli esami si superano studiando], e anche di dolore. Ed era proprio il nome dell’autrice, quello che il dottor Nuvola digitò quel giorno. Voleva mettersi in contatto con lei, forse parlare insieme e confrontarsi sul dolore e sul modo di vivere? Sorprendentemente il nome fornì un risultato e pochi minuti dopo (potenza della rete!) erano già in contatto. In questo modo Nuvola e Morena si sono conosciuti, o meglio incontrati, poiché nella rete non ci si conosce ma ci si incontra, conoscersi significa stringere una mano, vedere un sorriso o abbracciare una persona, ma oggi siamo pesci e viviamo nella rete per cui ci incontriamo, il problema della rete è proprio la rete stessa che accomuna ma stringe, lei riunisce tutti ma in realtà non siamo poi così stretti col cuore, solo coi corpi, ma meglio di niente è. Come Pinocchio nella rete del pescatore Verde che gli chiede come preferisce essere cucinato e Pinocchio risponde che preferirebbe essere lasciato libero, il pescatore Verde dice allora che questo non lo potrà fare ma, visto l’intelligenza di questo strano “Pesce Burattino”, e davanti alla sua indecisione sentenzia. “Allora vorrà dire che ti friggerò in padella insieme a tutti gli altri pesci, e te ne troverai contento. L’essere fritto in compagnia è sempre una consolazione”. E visto che in questa vita tutti siamo fritti in compagnia proviamo a trovare quella “Consolazione” con la C maiuscola, quella a cui tutti anelano, la Consolazione. Se solo riflettessimo un poco capiremmo che la Consolazione la si può trovare solo dentro di noi, dentro le nostre vite frenetiche, che corrono all’impazzata, che non si soffermano mai su niente, che hanno sempre fretta, fretta di fare cosa poi a nessuno è dato saperlo ma dobbiamo correre, correre, correre e alla fine ci accorgiamo che siamo corsi in braccio alla morte senza aver fatto niente di quello che volevamo, per qualcuno è così, ma per altri no, altri si soffermano, pensano, “sprecano” il loro tempo a parlare con gli altri, ecco Morena e Nuvola fanno parte di queste persone strane, persone che si chiudono in casa davanti a una tastiera e tirano fuori roba sulla morte, sulla vita (che poi sono la stessa cosa beninteso), e sul rapporto tra le persone, o almeno cercano di farlo, magari neanche ci riescono ma ci provano e da questa voglia è nato uno scambio di mail (che a noi però piace ancora chiamare lettere, magari lettere elettroniche ma sempre di lettere si tratta). A questo punto ci sarà chi si chiede la differenza tra una lettera e una mail, bene è la stessa che passa tra “conoscersi” e “incontrarsi” e a loro piace di più il “conoscersi”. In queste lettere moderne si parla di storie antiche, di credenze o semplicemente di vita personale e questo nasce dal fatto che Morena un giorno incontra un grande dolore e cerca di reagire, a centinaia di chilometri di distanza anche Nuvola incontra diversi dolori ma siccome sono più piccoli semplicemente per fare pari ne incontra molti di più, diciamo con un breve motto di spirito che alla vita di Morena piace soffrire tutto insieme, per togliersi il pensiero, mentre la vita di Nuvola soffre in “comode rate mensili”. A questo punto Nuvola e Morena decidono di rendere pubbliche le loro riflessioni sperando che possano aiutare qualcuno, in modo da trovare la loro personalissima “Consolazione” e così il grande pescatore verde della vita sorride e aspetta che noi scegliamo il modo in cui vogliamo essere cucinati, e a noi il modo migliore non sembrava quello di esser fritti in compagnia ma piuttosto “l’esser cotti nel tegame colla salsa di pomidoro”, potremmo concludere, prima di lasciarvi alle vostre riflessioni, che almeno così “C’è più sugo...”.

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venerdì, 06 marzo 2009

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Biblioteca Comunale Casa Bondi

GIOVEDI’ 12 MARZO
BIBLIOTECA COMUNALE DI CASTENASO (BO) ore 21.00

Una vita da sballo?
Conversazione attorno al mondo giovanile

Prende l’avvio giovedì 12 marzo, ore 21.00, presso la biblioteca comunale di Castenaso, la seconda parte del ciclo “Storia e storie” articolata in tre incontri sul “tema della vita”. Cogliendo gli spunti e le suggestioni offerte da alcuni libri, le serate vogliono essere un’occasione di confronto e riflessione sui difficili percorsi alla ricerca di un senso autentico della vita nelle diverse età, situazioni ed esperienze.

Al centro della prima conversazione i giovani, quelli delle periferie anonime e degradate di grandi città, descritti nei due libri-inchiesta Cocaparty e Ho dodici anni, faccio la cubista e mi chiamano Principessa, e quelli delle realtà più piccole e “tranquille” (o ritenute tali), raccontati da chi opera a contatto con loro ogni giorno, nel territorio bolognese

Intervengono: - I ragazzi del Laboratorio Teatrale dell’I.S.I Giordano Bruno di Budrio - Alessandra Giovagnoli e Riccardo Lombi (Coop la Carovana) - Curatori di un intervento di animazione per la realizzazione di un Centro Giovanile a Castenaso

Coordina Morena Fanti

Biblioteca comunale “Casa Bondi” – via XXI ottobre 7/2 – Castenaso info: tel. 051/788025 - www.comune.castenaso.bo.it

***

Questo è il primo incontro di una serie di tre. Un progetto a cui tengo molto e a cui ho lavorato molt-issimo.
Spero di vedervi tutti. Anche quelli che abitano in Sicilia e Sardegna ovvio. Non trovate scuse di lontananza e viaggi lunghi. Non passa ;)

 

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giovedì, 26 febbraio 2009

volantinoconbordo

Il 28 febbraio Donatella Righi condurrà la presentazione del libro Orfana di mia figlia alla Libreria del Corso di Guastalla. Vi aspetto tutti.

 

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giovedì, 04 dicembre 2008

Mercoledì 10 dicembre sarò al Fuori Orario di Taneto di Gattatico (RE).

Siete invitati a intervenire alla serata. Qui il programma

 

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domenica, 14 settembre 2008

Oggi sono ospite di Massimo Maugeri su Letteratitudine.
Questa è la presentazione di Maugeri: 

Cari amici di Letteratitudine,
questo che vi segnalo è un post molto particolare, che tratta un argomento delicatissimo.
Ho scelto questo titolo (Il dolore più grande) non a caso.
Qual è, secondo voi, il dolore più grande?
Secondo me è la perdita di un figlio.
Ed è proprio di questo che parla Orfana di mia figlia, il libro di Morena Fanti che presentiamo qui. Un libro che racconta una storia vera, come avrete modo di capire leggendo il pezzo di Salvo Zappulla (che ha firmato la nota in quarta di copertina).

Com'è possibile superare il dolore di una perdita così terribile?
Morena Fanti sarà ospite di questo post. Salvo Zappulla mi aiuterà a moderarlo.
Vi invito a discuterne con loro.
*****************************
Seguita a leggere, e commenta se vuoi. Ecco il link

 
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lunedì, 23 giugno 2008

Ieri ho conosciuto una coppia di genitori a cui è morto un figlio. Ne ho conosciute tante in questi anni e di alcune ho viva la presenza nella mia vita. Di altre ho perso traccia. Tutte le volte la conoscenza rappresenta per me un’emozione intensa, in qualsiasi modo vada l’incontro. Con alcuni c’è vicinanza di pensieri e di emozioni, e questo fa dell’incontro un momento molto intimo e ricco, un’esperienza che può offrire qualcosa a tutti. Altri incontri, invece, sono stati pesanti da sopportare, e da gestire, in seguito, dentro la mente e il cuore. Ieri è stato uno di quegli incontri ‘ricchi’. Mi sono rivista negli occhi della madre e nelle parole del padre; nelle loro frasi c’era tanto di me e di come ho vissuto i primi mesi. Lo so, alcuni tra i miei amici (gli amici ti amano e desiderano 'difenderti', anche da te stessa a volte) affermano sempre che io non dovrei ‘frequentare’ altre persone con il mio stesso dolore, e ogni tanto ho anche pensato che forse è vero. Ma non ci credo del tutto e in fondo, come diceva mio padre “quando mai tu hai ascoltato consigli altrui?” e così faccio sempre ciò che sento e finora non mi sono mai pentita. Se fosse vero che posso dare qualcosa a qualcuno, e nello stesso tempo prendere, come è successo ieri, rassicurazioni su ciò che ho fatto e condivisione di sentimenti – cosa che rassicura anch’essa ambedue le parti – cosa importa sapere cosa è bene e cosa no? Mi fa bene ridere, certo, e ieri abbiamo pure riso. Perché no? Non esiste una perfetta divisione delle persone e non si possono scindere parti dell’anima: è un’idea che fa molto male. Impossibile eliminare le parti di noi, anche quelle più piccole e che sembrano insignificanti; anche quelle sono ‘noi’. L’importante è sempre non lasciare che quella parte scura diventi tutta noi e continuare a considerarla, appunto, solo una parte.

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lunedì, 09 giugno 2008

 

Aiuto lutto in rete, nuovo indirizzo di posta elettronica a cui rivolgersi per richieste di aiuto, è una nuova iniziativa del Centro di Ascolto e di Supporto Psicologico Casa Marella che si occupa, a Bologna e prevalentemente nel territorio del Circondario imolesem del supporto alla malattia cronica e delle persone in lutto, compresi bambini e mamme che hanno perso un bambino in gravidanza.
Scopo dell’iniziativa è quello di estendere il supporto al lutto anche a quelle persone che per svariati motivi non riescono a rivolgersi direttamente al Centro di Ascolto o di recarsi in uno dei centri siti a Bologna, Imola ed Osteria Grande (per informazioni: cell. 340 336 14 59).
Questa nuova attività, per il 2008, sarà realizzata grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e dei Lions di Imola. Il servizio è gratuito. L’Opera Marella confida nella generosità dei benefattori e auspica un patrocinio da parte di Aziende, Fondazioni e Istituzioni pubbliche. C. Corrente Postale 835405 (specificare "aiutoluttoinrete") per la donazione del 5 x mille codice fiscale 80016010367.

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