giovedì, 27 marzo 2008

RIFLESSIONI SU “ORFANA DI MIA FIGLIA” di MORENA FANTI

Morena, una donna, una madre. Madre di Federica, una ragazza semplice, adorabile, allegra che riesce a riempire con la Sua presenza la vita delle persone che la circondano. Un attimo, un banale incidente, di cui non si scoprirà mai la reale dinamica, e Federica non è più! Morena “orfana di sua figlia”. Il lacerante dolore, la rabbia per non riuscire a capire il senso di quanto è accaduto. Il vuoto dentro, la pienezza dei ricordi di una vita vissuta intensamente, la difficoltà di riprendere una vita “normale” e l’impossibilità che tutto possa continuare come se Federica non sia mai stata!
Grida di dolore di una madre straziata e lucida, di una madre che scrivendo trova la forza di andare avanti. Il Suo andare non è certo agevole, la salita è erta e difficoltosa, i rapporti con chi la circonda non facili, eppure, con determinazione e razionalità riesce ad analizzare sentimenti, stati d’animo, pensieri che ritornano con ossessiva cadenza.
Un diario, quello di Morena, utilizzato come percorso catartico. Difficile da leggere e nello stesso tempo avvincente. Morena deve farcela, deve uscire dal tunnel e alla fine … ecco intravedere la luce. La sua vita non sarà più quella di prima, ma non sarà vissuta invano se “condivisa” con chi ha più bisogno.

Concetta Giamporcaro

vissuto da: morenafanti alle ore 16:53 | Permalink | commenti (1)
Commenti
#1    09 Aprile 2008 - 23:04
 
Superare il dolore della partita di una figlia è una impresa titanica..chi ci riesce poi libera il suo "amore" al..mondo !!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente grandaniele

Commenti

categoria:riflessioni, vita, libro, argomenti